Tumore pene

ESPERIENZA NEL CENTRO DI CHIRURGIA URETRALE-GENITALE

37 pazienti sottoposti a chirurgia ricostruttiva per tumore del pene (aggiornato al 30 aprile 2012)

L’intervento di eradicazione del tumore del pene con contenporanea ricostruzione del pene, risulta un intervento sicuro, e che preserva la funzione sessuale e l’aspetto estetico del pene.

La percentuale di successo sui nostri pazienti è risultata 100%

Nessuna recidiva a 5 anni.

Lineeguida del tumore del pene (scarica allegato)

Pubblicazioni:

 

STATO DELL’ARTE DEL TUMORE DEL PENE

Definizione del cancro del pene

Il cancro del pene rappresenta un tipo di carcinoma a cellule squamose (SCC) relativamente raro. Di solito ha origine nel prepuzio interno e nel glande. La fimosi, una scarsa igiene ed il fumo costituiscono i fattori di rischio maggiori nello sviluppo del cancro del pene. Vari tipi di papilloma virus (HPV) sono responsabili della trasmissione sessuale delle verruche genitali, del condiloma acuminato  e del cancro a cellule squamose.

Una conoscenza approfondita della storia naturale della malattia, una diagnosi precoce, la collaborazione di vari gruppi di ricerca e la centralizzazione dei pazienti in centri di eccellenza ha contribuito ad un aumento delle percentuale di guarigione del cancro del pene dal 50% negli anni ’90 al 80% negli ultimi anni.

 

Epidemiologia

Nell’Europa e negli Stati Uniti il cancro del pene ha un’incidenza di meno di 1:100 000 maschi. In contrasto, nel mondo non-occidentale l’incidenza del cancro del pene è molto più alta è può rappresentare fino al 20-30% delle malattie maligne negli uomini. Le abitudini sociali-culturali,  le pratiche igieniche e religiose costituiscono ulteriori fattori di rischio significativo. Il carcinoma del pene è raro nelle comunità che praticano la circoncisione nei neonati ed in età pre-puberale, mentre la circoncisione in età matura non protegge contro il cancro del pene.


Fattori di rischio e prevenzione

I fattori di rischio maggiormente responsabili del cancro del pene includono:

  • fimosi
  • condizioni croniche infiammatorie come  balanopostite, lichen sclerosus ed atroficus (balanitis xerotica obliterans)
  • trattamento con sporalene e fotochemioterapia con raggi ultravioletti A
  • la storia sessuale (partner multipli ed un’età precoce del primo rapporto sessuale) e una storia di condilomi, sono state associate con un rischio da 3 a 5 volte maggiore di  ammalarsi di cancro del pene
  • in più, il fumo rappresenta un’ulteriore fattore di rischio da non sottovalutare.

 

 

Classificazione TNM clinica e patologica del cancro del pene (2009)

Classificazione clinica

T-Tumore primario

TX   Tumore primitivo non valutabile

T0    Nessun segno di tumore primitivo

Tis    Carcinoma in situ

Ta     Carcinoma verrucoso non invasivo

T1     Il tumore invade il tessuto connettivo sottoepiteliale

T1a- Il tumore invade il tessuto connettivo sottoepiteliale senza invasione linfovascolare e non è scarsamente differenziato o indifferenziato  (T1G1-2)

T1b- Il tumore invade il tessuto connettivo sottoepiteliale senza/con invasione linfovascolare o è scarsamente differenziato o indifferenziato  (T1G3-4)

T2    Il tumore invade il corpo spongioso/corpo cavernoso

T3    Il tumore invade l’uretra

T4    Il tumore invade le altre strutture adiacenti

N- Linfonodi regionali

NX   I linfonodi regionali non sono valutabili

N0    Nessun linfonodo inguinale  è palpabile o visibilmente aumentato

N1    Linfonodo inguinale unilaterale mobile palpabile

N2    Linfonodi inguinali multipli o bilaterali mobili palpabili

N3    Massa nodale inguinale fissa o linfoadenopatia pelvica, unilaterale o bilaterale

M- Metastasi a distanza

M1    Assenza di metastasi a distanza

M2    Presenza di metastasi a distanza

 

Classificazione patologica

Le categorie pT corrispondono alle categorie T. Le categorie pN sono basate sulla biopsia e sull’asportazione chirurgica.

pN- Linfonodi regionali

pNX     Linfonodi regionali non valutabili

pnN0   Assenza di metastasi nei linfonodi regionali

pN1     Metastasi in un singolo linfonodo inguinale

pN2     Metastasi in linfonodi inguinali multipli o bilaterali

pN3     Metastasi in linfonodo/linfonodi inguinali pelvici, unilaterale o bilaterale o estensione

extranodale della metastasi dei linfonodi regionali

pM- Metastasi a distanza

pM0     Assenza di metastasi a distanza

pM1     Presenza di metastasi a distanza

G – Classificazione istopatologica

GX          Grado di differenziazione non valutabile

G1           Bene differenziato

G2           Moderatamente differenziato

G3-4        Scarsamente differenziato/ Indifferenziato

 

Patologia

Il carcinoma a cellule squamose/SCC è responsabile per il 95% dei casi di affezioni maligne del pene. Il melanoma maligno ed il carcinoma a cellule basali sono molto meno comuni. Quanto spesso il carcinoma a cellule squamose/SCC sia preceduto da lesioni premaligne è tuttora sconosciuto.

 

Lesioni premaligne:

Lesioni sporadicamente associate con il SCC

  • Corno sottocutaneo del pene
  • Papulosi bowenoide del pene
  • Balanitis xerotica obliterans (lichen sclerosus ed atroficus)

Lesioni ad alto rischio di sviluppo  di SCC (fino ad un terzo si trasforma in SCC invasivo)

  • Neoplasia intraepiteliale del pene (carcinoma in situ): eritroplasia di Queyrat e la malattia di Bowen

 

SCC del pene

Tipi di SCC

Classico

Basaloide

Verrucoso e le sue varietà:

  • carcinoma condilomatoso
  • carcinoma verrucoso
  • carcinoma papillare
  • carcinoma verrucoso ibrido
  • carcinoma misti (carcinoma verrucoso basaloide e carcinoma adenobasaloide)

Sarcomatoide

Adenosquamoso

 

Modelli di crescita del SCC

Diffusione superficiale

Crescita nodulare o in fase verticale

Verrucoso

 

Diagnosi e determinazione dello stadio della malattia

Il tumore primitivo ed i linfonodi regionali necessitano di un accurato esame per la determinazione dello stadio della malattia prima che la più efficiente linea di trattamento venga adottata.

L’esame fisico del paziente con cancro del pene include:

  • diametro della lesione del pene o delle aree sospette;
  • localizzazione della lesione sul pene;
  • numero di lesioni;
  • morfologia della lesione: papillare, nodulare, ulcerosa o piatta;
  • rapporto della lesione con le altre strutture (es. sottomucosa, tunica albuginea, ed uretra);
  • corpo spongioso e corpo cavernoso;
  • colore e margini della lesione;
  • lunghezza del pene.

 

Linee guida per la diagnosi e la determinazione dello stadio del cancro del pene

Tumore primitivo    

Esame fisico, registrando le caratteristiche morfologiche e fisiche della lesione

Diagnosi citologica e/o istologica.

Linfonodi inguinali  

Esame fisico delle due regioni inguinali, registrando le caratteristiche morfologiche e fisiche dei nodi

  • Se i nodi non sono palpabili,  è indicata la DSNB; se la DSNB non è disponibile, può essere sostituita da una FNAC/fattori di rischio
  • Se i nodi sono palpabili, FNAC per la diagnosi citologica. 

Metastasi regionali (nodi inguinali e pelvici)        

Nei pazienti con metastasi nodali inguinali è indicata la CT/scansione PET-CT

Metastasi distante (diffuse all’infuori della regione dei nodi inguinali e pelvici )       

La scansione PET/CT permette l’identificazione delle metastasi distanti

Se la PET/CT non è disponibile, sono consigliabili la CT dell’addome ed una radiografia del torace, e nei pazienti sintomatici M1 è consigliabile anche una scansione ossea.

*[CT= tomografia computerizzata; DSNB= biopsia dinamica dei linfonodi sentinella; FNAC= aspirazione citologica con ago fine]

 

Strategie di trattamento per il cancro del pene

Tumore primitivo Trattamento conservativo da adottare ogniqualvolta sia possibile
Categorie Tis, Ta, T1a (G1, G2)

CO2 o Nd: YAG chirurgia laser, escissione locale estesa, ricostruzione del glande, o asportazione del glande, in funzione della misura e della localizzazione del tumore

Chirurgia micrografica di Moh, o terapia fotodinamica per lesioni superficiali sufficientemente differenziate (Tis,G1 Ta)

Categorie T1b (G3) e T2 (solo glande) Glansectomia, con o senza l’amputazione e ricostruzione di neoglande con innesto cutaneo (Resurfacing)
Categoria T2(il tumore invade i corpi cavernosi) Amputazione parziale. Candidati alla succesiva fase ricostruttiva. Margine di tessuto sano di 5-10mm è sufficiente per una amputazione radicale.
Categoria T3(il tumore invade l’uretra) Amputazione totale con uretrostomia perineale
Categoria T4(il tumore invade le strutture adiacenti) Chemioterapia poi fase chirurgica: amputazione totale con uretrostomia perineale  oppure  Chirurgia in associazione a radioterapia adiuvante post-operatoria
Ricomparsa locale della malattia dopo terapia conservativa Chirurgia di salvataggio, con intervento che risparmia il pene, nelle ricomparse di piccole dimensioni.Ricomparse di dimensioni più grandi: una delle forme di amputazione
Radioterapia Trattamento intento a preservare l’organo in determinati pazienti con T1-T2 del glande o con solco coronale, lesioni < 4cm.
Chemioterapia Neoadiuvante, prima dell’intervento chirurgico.Palliativa, negli stadi avanzati o nelle metastasi


BIBLIOGRAFIA

Guidelines on penile cancer. European Association of Urology 2012.  Pizzocaro G, Algaba F, Solsona E, Tana S, Van Der Poel H, Watkin N, Horenblas S.

Etiology of squamous cell carcinoma of the penis. Scand J Urol Nephrol Suppl 2000;(205):189-93.  Dillner J, von Krogh G, Horenblas S, et al.

TNM Classification of Malignant Tumours. UICC International Union Against Cancer 7th edition, Willy-Blackwell, 2009 Dec; 239-42. Sobin LH, Gospodariwics M, Wittekind C (eds).

Resurfacing and reconstruction of the glans penis.  Palminteri E, Berdondini E, Lazzari M, et al.  Eur Urol 2007 Sep;52(3):893-8.